La passione per l'auto non si ferma al tuning estetico o
all'elaborazione del motore, ma spazia fino a
coinvolgere anche il nostro "impianto" uditivo.
Certo per alcuni uno scarico molto aperto ed un
filtro di aspirazione diretto è già musica, mentre
per altri aver un impianto Hi-Fi è d'obbligo e noi
concordiamo. Ecco
dunque una breve rassegna sui componenti più
importanti per trasformare la propria auto in una vera e propria
"discoteca viaggiante"!
Per un buon impianto è fondamentale una buona sorgente, sarà
lei infatti a riprodurre i vostri brani
preferiti.
In buona parte dei casi la sorgente di serie sono predisposte per essere connesse ad un Cambia CD che, nella maggior parte dei casi, dovrà essere quello fornito dal concessionario. Ha il vantaggio di sfruttare a pieno i comandi al volante e il display a matrice multifunzione del computer di bordo malgrado tutto non sempre sono gradite dagli appassionati.
Per ottenere delle performance
soddisfacenti è indispensabile avere un prodotto
con un convertitore D/A (digitale/analogico) di
ottimo livello e delle uscite PRE
(preamplificate) ad alta tensione. Sono
proprio questo tipo di uscite infatti che ci
permettono di avere il massimo in termine di
dinamica dal nostro amplificatore, con la minor
percentuale di distorsione possibile. Sono
ancora una volta le uscite PRE ad alta tensione
a darci minor problemi in termini di rumori
e ronzii, grazie infatti alla loro
buona reazione globale che riduce il rischio
di interferenze da parte delle elettroniche
del veicolo. Nelle migliori sorgenti inoltre
abbiamo anche Crossover elettronici
incorporati che ci permettono di poter tarare al
meglio l'impianto in tempo reale, senza dover
agire sugli amplificatori esterni. Ormai da
tempo oltre al lettore CD/CDR è possibile con
sorgenti car stereo decodificare anche file MP3
e WMA. Per la sostituzione della sorgente originale sono necessarie le apposite mascherine chiamate adattatori a norme ISO.
Si può verificare la disponibilità della mascherina dal catalogo Phonocar.
Alcuni particolari di un'impianto hi-fi; a sinistra un montante artigianale con tweeter incastonati ad altezza dell'udito , a sinistra nella parte bassa una tasca con 2 midbass.
I driver installati di serie sono progettati in modo tale d'avere una resa ottimale con i watt disponibili
sulla radio. In genere anche se si riesce ad ottenere un volume sufficiente il suono risulta poco dettagliato
e con una gamma bassa poco credibile, e questo, è tanto più vero quanto minore è la potenza disponibile.
I recenti impianti di serie su Golf 4^ (8 casse) e 5^ (10 casse) sono stati dotati di sorgenti più potenti ma in passato ci sono stati dei
casi in cui l'unica strada percorribile era la sostituzione integrale dell'impianto.
Fuori discussione la possibilità di montare un amplificatore per avere una maggiore potenza disponibile:
servirebbe solo a distruggere i driver.
Molto più opportuno sostituire gli altoparlanti con modelli dedicati alla propria auto che non mancano
in molti listini sia di produttori italiani che stranieri. Di seguito prenderemo in dettaglio i componenti pere realizzare un buon impianto sonoro.
Il tweeter è il componente che si occupa della riproduzione delle
frequenze più alte della gamma audio, è pertanto importante aver un altoparlante che sia cristallino ma non pungente.
La dislocazione di questo prodotto è consigliata nella parte al di sopra del cruscotto della macchina (all'incirca altezza orecchio)
il più anteriormente possibile, angolando il tweeter sinistro sul poggiatesta
del passeggero destro, e il tweeter destro, di
conseguenza, deve guardare verso il poggiatesta
del conducente.
Il midrange è il componente che si occupa
della riproduzione della banda audio più centrale,
è quindi l'altoparlante che maggiormente si occuperà della riproduzione delle parti vocali.
Si interpone fra il tweeter e il midbass e per questo bisogna rivolgere particolare attenzione
sia alle sue caratteristiche generali che al suo filtraggio. La sua dislocazione migliore
è di solito nella parte alta della portiera dove solitamente è posizionato il tweeter
originale Golf all'altezza dello specchietto retrovisore.
Il midbass come già si intuisce dal nome si occupa della parte
medio bassa della gamma audio. Deve avere una buona frequenza
di risonanza per amalgamarsi al meglio con il Sub e al tempo
stesso una buona sensibilità per essere al pari della gamma medio alta.
La sua dislocazione ottimale è nella parte bassa della portiera.
Per quei veicoli che non hanno predisposizioni di questo
tipo è possibile acquistare
tasche rivestite in vilpelle da applicare sulle portiere come in fotografia.
Un esempio fra moltissimi impianti realizzati artigianalmente dagli appassionati. Al centro è posizionato il subwoofer che occupa gran parte del bagagliaio di una Golf 4^ serie.
Il sub si occupa della gamma audio ultrabassa. Esistono diversi tipi di caricamento per questo altoparlante, come ad esempio il cassa chiusa, il bass reflex, il passa banda ecc...
Oltre a questi caricamenti che con opportune proggetazioni enfatizzano o meno alcune caratteristiche audio, esistono anche dei diffusori espessamente studiati per l'utilizzo in aria libera, cosi' da poterli installare
sia a pianale che a schienale. Nella foto è possibile ammirare un'esempio di caricamento in bass reflex.
L'aggiunta di un amplificatore è necessario
quando si desidera ottenere un'ottima pressione sonora ed allo stesso tempo anche a basso
volume una timbrica audio decisa e corposa.
Per questo motivo bisogna scegliere un'amplificazione
con una discreta quantità di watt e con una percentuale di distorsione più bassa possibile.
Altro elemento fondamentale è la classe in cui lavora la circuitazione di questo componente,
parametro che a grandi linee riesce a farci capire quali possono essere le caratteristiche nel
dettaglio sonoro di questo prodotto. Prima di scegliere
l'amplificatore bisogna verificare se la sorgente offre l'uscita pre-out.
In caso negativo esistono appositi adattatori di segnale oppure amplificatori
predisposti per essere connessi alle normali uscite di potenza della radio, va
anche detto che gli amplificatori a 4 canali offriranno 4 ingressi separati,
per cui si manterrà la funzione fader della sorgente. Le sorgenti non predisposte
presentano anche il problema di non avere il cavo di remote control che serve a
comandare l'accensione dell'ampli in contemporanea con la radio. Nel caso è possibile
utilizzare lo stesso cavo dell'auto che comanda l'accensione della radio (è presente
sullo spinotto ISO in corrispondenza del cavo colore rosso).
Per quanto rigurda l'amplificazione del subwoofer qui è meglio non lesinare con i watt.
Gli amplificatori che meglio riescono a pilotare questi componenti sono di solito
quelli dalle grandi doti di erogazione in corrente, un crossover elettronico
incorporato con controllo del filtro subsonico è sempre consigliabile, in
quanto ci permette di poter eliminare quelle bande sonore non udibili, ma
che tanta corrente rubano e tanta distorsione aggiungono al sistema.
Posizionamento funzionale per una serie di aplificatori dedicati separatamente per casse e subwoofer.
I crossover servono a separare le diverse frequenze della banda audio per far così
lavorare ogni componente nel suo range di utilizzo ottimale.
Esistono un'infinità di allineamenti e di pendenze per questi filtri,
perciò prima di acquistarne uno è bene consultarsi con personale esperto
riuscendo così ad ottimizzare al meglio le potenzialità del vostro impianto.
Ricordiamo che i filti non devono essere scelti solo in base agli altoparlanti
che abbiamo, ma anche in base alla posizione in cui sono stati alloggiati.
Il portafusibile è l'unico elemento che abbiamo per proteggere la nostra batteria, il nostro alternatore e in generale l'impianto elettrico dell'auto da corto circuiti accidentali.
E' per questo indispensabile e deve essere posizionato il più vicino possibile alla batteria con ovviamente un opportuno valore in Ampere.
Il cavo alimentazione serve a portare energia dalla batteria al nostro impianto car stereo, deve avere sezione adeguata all'assorbimento dei nostri amplificatori e possibilmente un trattamento OFC per evitare ossidazioni nel tempo.
I cavi PRE servono a portare il segnale audio dalla sorgente alle diverse elettroniche installate. E' utile avere dei cavi PRE con buone schermature per evitare di catturare disturbi provenienti dalle centraline dell'auto,
è sempre consigliabile un cavo con trattamento OFC e con delle terminazioni isolate esternamente ma placcate oro nei punti di collegamento.
I cavi degli autoparlanti servono per collegare le uscite di potenza dei finali ai nostri diffusori. Devono essere pertanto di adeguata sezione (meglio abbondare nei collegamenti per i sub), è sempre consigliabile un trattamento OFC.
Da sinistra: il portafusibile, cavi PRE, cavo alimentazione (rosso), cavo autoparlanti(nero) e crossover.